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  • Premio Cetonaverde Poesia 2018
    L'appuntamento tra i maggiori
    della cultura, della letteratura e della poesia in Italia.
  • Premio Cetonaverde Poesia 2018
    Il Premio Internazionale celebra un massimo poeta italiano o straniero vivente. Il Premio Poesia Giovani, rivolto ai nati dal 1°gennaio 1983.
  • Cetona
    Non c'è altro per me
    il silenzio divora i pensieri, io
    non mi interrogo più sull'esito
    sono il tiglio che sparge le foglie
    al vento notturno.

    Mariella Cerutti Marocco
    (da "La devozione e lo smarrimento", Mondadori 2012)

Il Premio Cetonaverde Poesia, nato nel 2005 da un progetto di Mariella Cerutti Marocco e Maurizio Cucchi, ha le sue radici e la sua stabilità nella forte volontà filantropica e nella determinazione di dare ai giovani Poeti spazio e notorietà nell’espressione poetica da parte della fondatrice Mariella Cerutti e del marito Avvocato Notaio Antonio Maria Marocco. Il Premio è sostenuto dalla “Fondazione Antonio Maria e Mariella Marocco per la tutela del libro manoscritto e stampato”. L’ Avvocato Terry Marocco, figlia di Mariella e Antonio, Vice-presidente del Premio, ne rappresenta la continuità.

Il Premio Internazionale celebra un massimo poeta italiano o straniero vivente.
Terna dei Finalisti: Maria Grazia Calandrone, Vivian Lamarque, Francesco Scarabicchi.

Il Premio Poesia Giovani, rivolto ai nati dal 1°gennaio 1983.

Premio Internazionale

Premio Internazionale

Il Premio Internazionale è dedicato a un poeta vivente italiano o straniero la cui opera sia tradotta in italiano.
La terna dei Finalisti è costituita da:
Maria Grazia Calandrone, "Il bene morale" (Crocetti, Milano 2017),
Vivian Lamarque, "Madre d’inverno", (Mondadori, Milano 2016)
Francesco Scarabicchi, "Il prato Bianco", (Einaudi, Torino 2017).
Premio Poesia Giovani

Premio Poesia Giovani

Al Premio Poesia Giovani possono partecipare autori italiani nati dal 1° gennaio 1983.


LA BUSTA, una poesia inedita di Mariella Cerutti Marocco

LA BUSTA, una poesia inedita di Mariella Cerutti Marocco

Il settimanale Panorama pubblica "La busta", una poesia inedita di Mariella Cerutti Marocco.


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La Giuria

L’Organizzazione si suddivide in Comitato Promotore, Giuria (Presidente Maurizio Cucchi) e “Amici” del Premio. Vi aderiscono personalità del mondo della cultura, dell’economia e del giornalismo.

Intervista a Mariella Cerutti Marocco

SchedaCeruttiMarocco In un’intervista di Ernesto Vergani, la Presidente del Comitato Promotore presenta le novità della VII Edizione del Premio, ne spiega le ragioni istitutive e lo spazio dedicato ai giovani. Si sofferma anche sul suo rapporto con Cetona e sul significato della poesia.


Poesie premiate nelle passate edizioni

  • biancadonna
    siamo stati insieme per un’ora, per mezz’ora
    spiracolo239, hai gli occhi blu
    avevi, sono certa, le mani fatte di luce
    e la voce grossa come il mondo, mi dicevi:
    «ti ho vista da dietro la tenda
    eri bianca nel porno assoluto
    delle liceali sotto al sole,
    dei quaderni, delle foglie, dei cordami…»
    . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
    poi sono morta per davvero
    uccisa io biancadonna
    dalle tue corazzate di pixel –
    legata mani e piedi all’imbrunire,
    fuori dallo schermo, madonna
    per le tue consolazioni,
    sono stata vera più del vero, una ragazza
    azzurra, per te solo «… tutta panna»,
    in un attimo pieno di stupore.
    Marco Corsi - Premio Poesia Giovani 2015,
  • Si abbandona, senza peso né anima
    all’acqua acrilica.
    Fa il morto, mentre lo sfondo
    ignora carpe e gatti, si sgonfia
    e queste sponde inalano
    un paesaggio di ossido e stelle

    (dalla piscina al bosco, alla camera da letto, amore)

    Così affonda nel corpo naturale
    e il verde gli entra in circolo,
    scivoloso e segreto.
    Le scale sforano nel prato musicale
    e il sole non serve più a niente.
    Il canto, inquieto, segue una grammatica
    primitiva, vegetale.

    Questo progetto non prevede viali
    né quadranti, né metropolitane
    ma orizzonti allergici e luci elastiche.
    Alberto Pellegatta - Premio Poesia Giovani 2005,
  • Superfici
    Non c’è sguardo che fissi la mia nuca
    ma un’altra nuca ancora,
    seduti come siamo,
    lo sconosciuto e io,
    dentro il gazebo che fa vela
    a Treviso, in piazza Pola.
    Impareremo a decifrare,
    immobili entrambi e premurosi,
    l’orografia dei corpi,
    le superfici vaste,
    le nostre schiene
    come tabulae incisae.
    Insetti ermafroditi a pelo d’acqua
    che si toccano da dietro.
    Giovanni Turra - Premio Poesia Giovani 2007,
  • La tempesta del ’98
    “Avete mai visto la danza dei muggini
    che saltano in branco al primo chiaro di luna?”
    Raccontava sorridendo, le mani callose
    e inargentate dalle squame: “E il balzo del pesce spada,
    nei mattini color perla? O l’agonia dello sgombro
    nel secchio del pescato, che si lacera il muso
    picchiando alle pareti?”. Non era giorno fatto
    che era già in alto mare, la camicia troppo lunga
    arrotolata sui fianchi, le canne allineate
    nella consueta successione.

    Quando lo avvistarono, diversi giorni dopo,
    non era ancora buio: nel retino scintillavano
    le schiene delle aguglie, la canna spezzata
    dalle raffiche di vento indicava qualcosa,
    laggiù, sotto il pelo. Lo trovarono supino,
    silenzioso e compunto: le orbite cave,
    le labbra smangiate dal sale
    atteggiate in un sorriso: fu l’unico prodigio
    che dovemmo raccontare noi.
    Massimo Gezzi - Premio Poesia Giovani 2009,
  • Autoritratto
    È il taglio degli occhi di mio padre
    non il suo colore
    l’attaccatura bassa dei capelli
    quasi piatti i piedi e lo stesso stampo delle mani
    o forse è lo stare scorretto della schiena

    ma più che altro è la stessa la mandibola che balla
    quando la cena sa di poco e la camicia non stirata
    l’apprensione dei giorni che fa lo stomaco compresso
    con la tensione continua dei nervi raccolta nelle giunture
    è la sua sintassi quando dico le frasi che non vengono
    preciso il lampo nello sguardo che ricuce le cose
    rifà buono il tempo

    la solitudine lui dei boschi io delle parole

    Sarà poi un giorno mio figlio
    e il figlio di mio figlio
    sarà l’aggirarsi nell’identico buio delle strade
    ad aspettare che venga il vento giusto
    e il chiaro dentro gli occhi
    Piero Simon Ostan - Premio Poesia Giovani 2011,